Morbo di Parkinson: scoperta una molecola rivoluzionaria

Morbo di Parkinson: scoperta una molecola rivoluzionaria
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9 Aprile Apr 2019 14 giorni fa

Per il trattamento del Morbo di Parkinson è in arrivo una nuova terapia a base di una molecola rivoluzionaria capace di ridurre i movimenti muscolari involontari e migliorare la qualità della vita dei pazienti. Ce lo spiega la Dott.ssa Stefania Brotini, esperta in malattie neurodegenerative

In vista della Giornata Mondiale dedicata al Morbo di Parkinson, fissata per l'11 Aprile, crescono le speranze per i pazienti affetti da questa malattia neurodegenerativa.

È stata scoperta un’innovativa terapia a base di una molecola preziosa, capace di contrastare efficacemente i movimenti muscolari involontari e ridurre il blocco motorio.

La molecola in questione si chiama "Palmitoiletanolamide ultramicronizzata" ed è in grado di apportare altri benefici sulla qualità del sonno, la parestesie e il tono dell’umore dei malati parkinsoniani. Il trattamento con questa molecola rivoluzionaria, punta al miglioramento della qualità della vita dei pazienti. È quanto spiega la Dott.ssa Stefania Brotini, medico specialista in neurologia e esperta in malattie degenerative e disturbi del sonno, dell’ospedale di Empoli.

La malattia di Parkinson rappresenta la neurodegenerazione più comune tra i disturbi del movimento”: spiega la Dott.ssa Brotini. Nel suo studio accurato sottolinea che ci sono sostanziali evidenze sul ruolo della neuroinfiammazione nel meccanismo che porta alla morte delle cellule nervose a livello del sistema della dopamina nigro-striatale. La eziopatogenesi della malattia è però ancora ignota. Il meccanismo che ne sta alla base è della patologia è determinato da un’aumentata vulnerabilità dei neuroni dopaminergici agli insulti neurotossici.

La Palmitoiletanolamide ultramicronizzata (PEA-um) è una molecola lipidica endogena che agisce da equilibratore cellulare. Ha la capacità di essere prodotta ‘on demand’ principalmente dalle cellule non neuronali (mastociti, astrociti e microglia), Contrasta i fenomeni lesivi a carico del sistema nervoso centrale. Essa agisce sui fenomeni lesivi a carico del sistema nervoso centrale. Riduce l’insorgenza di fenomeni neuroinfiammatori attraverso il controllo inibitorio delle cellule non neuronali, quando risultano iperattive.

La Dott.ssa Stefania Brodini sostiene che la somministrazione della molecola PEA sui pazienti parkinsoniani riduca i movimenti involontari o la durata del blocco motorio, tipici di questa patologia neurodegenariva. Può essere utilizzata in aggiunta alla terapia classica. È utile anche per rallentare il decorso della malattia, anche in fase avanzata, e, per alleviare gli effetti collaterali.

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