Se i cani fiutano i tumori con una precisione del 97%.

Se i cani fiutano i tumori con una precisione del 97%.
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12 Aprile Apr 2019 11 giorni fa

I migliori amici dell'uomo possiedono recettori olfattivi diecimila volte più precisi

Hanno commosso e fatto riflettere le numerose storie di cani che hanno salvato la vita ai loro padroni, fiutando i tumori di cui questi ultimi erano affetti. La super sensibilità ora è confermata anche dalla scienza. Fondamentale a tal riguardo uno studio scientifico che apre un nuovo scenario di diagnosi precoce, economica e non invasiva.

Si tratta di una ricerca ideata e condotta dagli esperti di BioScentDx guidati da Heather Junqueira e che sarà presentata alla riuniune annuale dell'American Society for Biochemistry and Molecular Biology in corso a Orlando, in Florida. Sullo straordinario fiuto dei migliori amici dell'uomo si discute da lungo tempo. Nel 1989 venne pubblicato il primo resoconto scientifico di una diagnosi di melanoma facilitata da un cane che annusava in maniera ossessiva una lesione che la sua padrona aveva sulla coscia. Seguirono altri esperimenti in cui gli animali odoravano le urine o il fiato di pazienti con tumori della vescica, della prostata, del rene, del polmone e del seno. Da questi emerse che spesso i cani sapevano distinguere con esattezza i campioni provenienti dagli ammalati da quelli dei soggetti sani.

L'ultimo studio dimostra che i cani possiedono recettori olfattivi diecimila volte più precisi rispetto a quelli umani. Ciò permette loro di sviluppare una sensibilità elevata nei confronti di odori non percepiti dall'uomo e quindi anche la capacità di scovare la presenza di tumori nei campioni di sangue con un'accuratezza del 97% circa. A tale conclusione i ricercatori sono giunti utilizzando una forma di addestramento con il clicker (un sistema di condizionamento positivo) per insegnare a quattro Beagles a distinguere tra sangue sano e sangue di pazienti con cancro al polmone. Nel 96,7% dei casi tre cani hanno identificato correttamente i campioni patologici e nel 97,5% quelli normali. Il passo successivo sarà quello di mettere a punto un sistema di diagnosi non invasivo per le neoplasie e per altre malattie potenzialmente letali.

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