Vita più serena con la polizza

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12 Aprile Apr 2019 10 giorni fa

In Italia non c'è abbastanza liquidità. I 1.440 miliardi di euro sin qui accantonati da single e famiglie, non sono sufficienti a far fronte alle eventuali necessità che a questi dovessero presentarsi nell'arco dei prossimi anni. Chi legge spesso questa rubrica penserà che sia impazzito, visto che qui ho scritto tantissimo proprio nella direzione opposta: contro gli eccessi di liquidità. Non sto rinnegando i concetti già espressi. In realtà, le mie, non sono considerazioni opposte.

Mi spiego meglio. Come raccontano molte indagini, l'eccesso di liquidità in conto è generato soprattutto da due paure: quella del futuro, sempre più nebuloso e difficile da interpretare, e quella del «non si sa mai», dettato dalla paura atavica di rimanere vittime di malattie o incidenti. Detto questo, faccio un esempio: prendiamo le polizze RC auto. Sono imposte per legge, così come lo sono i massimali, cioè le coperture: i minimi obbligatori sono di circa 7 milioni (1 per i danni alle cose, 6 per quelli alle persone). In pratica, se non avessimo la mutualità assicurativa, noi dovremmo accantonare 7 milioni per ognuna delle auto in circolazione.

Si tratta di una somma spaventosa che non abbiamo, ma con 500 euro (il costo medio di una Rc auto) riusciamo a coprire quel rischio. E per il nostro «non si sa mai»? Quanto vale ciascuno di noi? La nostra casa? La nostra famiglia? Anche lasciare 200mila euro in conto è poca cosa per le nostre eventuali necessità. E anche se fossero sufficienti, spendendoli, cosa ci resterebbe? Insomma sbagliamo due volte. Lasciare soldi in conto non solo non è remunerativo ma non ci regala neanche la garanzia sufficiente a coprire i rischi da cui vorremmo proteggerci. E allora basterebbe un'assicurazione, con una spesa adeguata alle nostre esigenze, per creare le garanzie a cui aspiriamo, liberare le nostre risorse in eccesso e permetterci di investirle con maggior profitto e redditività. O eventualmente, perché no, anche di spenderle.

leopoldo.gasbarro@me.com

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