Marina Berlusconi: "È il governo della decrescita. Mio padre? Lo ammiro"

Marina Berlusconi: È il governo della decrescita. Mio padre? Lo ammiro
13 Aprile Apr 2019 13 aprile 2019

Marina Berlusconi attacca il governo per la stagnazione economica e difende la scelta di suo padre di ricandidarsi e lo definisce "un vero leader”, a differenza di quelli attuali che badano solo ai like

“Mentre gli altri rallentano noi ci fermiamo o addirittura arretriamo. Siamo al vecchio sogno dei grillini, la decrescita, temo ben poco ‘felice’”. Marina Berlusconi non nasconde la sua preoccupazione per la “litigiosità” dell’esecutivo che “ha ormai portato all’immobilismo”, come dimostrano i dati economici non certo esaltanti.

“Scrivere dei numeri su un pezzo di carta o su Facebook è facile, ma non si possono trasformare in realtà con un gioco di prestigio. Mi auguro che questo da “anno bellissimo” non si tramuti in un “annus horribilis” tra reddito di cittadinanza e presunte flat tax”, dice al Corriere della Sera la presidente della Mondadori e della holding Fininvest.“All’economia serve uno choc subito. Bisognerebbe concentrare le risorse su investimenti e sostegni alle imprese: tagli fiscali, meno burocrazia, incentivi all’occupazione. Lasciando perdere quota 100 e reddito di cittadinanza”, aggiunge mettendo in evidenza che è difficile finanziare la flat tax quando “le casse sono vuote” e si deve impedire l’aumento dell’Iva. Insomma, bene la gestione dell’immigrazione “ma su economia e infrastrutture c’è da augurarsi che almeno la parte più responsabile di questo esecutivo si fermi a riflettere”.

E attacca l’antipolitica e il populismo: “Mi pare che la politica, un po’ ovunque, si rifugi negli slogan, nei social, nella più trita demagogia perché non è più all’altezza di coltivare ideali e grandi progetti. Ma questa è la fine della politica e non fa certo bene alla democrazia”. Marina Berlusconi, da presidente di una grande casa editrice, spiega:“Il web è stato benzina sul fuoco. La cultura, i libri, non sono la ricetta miracolosa, ma un antidoto sì”.

La democrazia diretta, quindi, non è la soluzione:“Vogliamo – si chiede Marina Berlusconi - che i governanti siano semplici esecutori delle volontà espresse dal web, non si sa bene con quali competenze specifiche? Compito della politica è decidere, non chiedere alla piazza di scegliere tra Gesù e Barabba”. Sulla ricandidatura del padre dice: “Da figlia, l’idea di un’ennesima e faticosa campagna elettorale non mi entusiasma. Ma da figlia so anche che mio padre non rinuncerebbe mai a impegnarsi per quello in cui crede”. “Lotta da 25 anni per le sue idee - ricorda - e oggi che, assieme alle fondamenta dell’Europa, sembrano traballare i concetti stessi di libertà, di democrazia, di competenza c’è ancora più bisogno di personalità del suo livello. E mio padre non ha alcuna intenzione di tirarsi indietro. Anche per questo lo ammiro”.

Silvio Berlusconi, aggiunge, “e un vero leader” che “ha sempre messo al centro del suo impegno politico l’ascolto e l’attenzione verso i diversi bisogni, le diverse istanze del suo popolo, ma decidendo poi nell’interesse generale”. A differenza di “chi invece va all’ossessivo rimorchio dei “like” e degli umori mutevoli degli internauti, per accontentare “il popolo” costi quel che costi”.

Per quando riguarda lo stato di salute della Mondadori che “in pochi anni ha visto passare il margine lordo da 51 a oltre 90 milioni; mentre a fine 2019 i debiti dovrebbero scendere sotto i 70 milioni rispetto ai 363 di sei anni fa, nonostante le acquisizioni dei libri Rizzoli e del digitale di Banzai. E grazie a questi risultati vogliamo tornare a crescere, guardando anche all’estero”. Marina Berlusconi rivolge, quindi la sua attenzione alla Germania, alla Francia“e in primis, visto il fattore lingua, mercato anglosassone”. "Era un sogno, sta diventando un obiettivo, non per piantare una bandierina ma per iniziare un nuovo percorso di sviluppo”, conclude.

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