Ora il Pd trema: rischia di perdere l'Umbria 'rossa'

Ora il Pd trema: rischia di perdere l'Umbria 'rossa'
13 Aprile Apr 2019 13 aprile 2019

L'inchiesta sul Pd umbro che ha portato all'arresto il segretario regionale del partito, un assessore e che coinvolge anche la governatrice Catiuscia Marini, è la prima vera grana per Nicola Zingaretti

Dopo Molise, Abruzzo, Basilicata e Sardegna, ora il Pd teme di perdere anche l'Umbria. L'inchiesta che ha portato all'arresto il segretario regionale del partito, un assessore e che coinvolge anche la governatrice Catiuscia Marini, è la prima vera grana per Nicola Zingaretti.

L'Umbria rossa, dove la Lega ha già espugnato Terni, rischia di diventare sempre meno rossa tra un mese quando si rinnoveranno i comuni di Perugia (già governata dal centrodestra), Foligno, Gubbio e Orvieto. "Sconcerto" e "preoccupazione enorme", rivela il quotidiano torinese La Stampa, sono le parole che ricorrono tra le chat dei democrat. Subito dopo l'arresto di Giampiero Bocci, eletto segretario regionale alle primarie di dicembre col 63%, il Pd umbro è passato nelle mani proprio dell'esponente sconfitto, il deputato veltroniano Walter Verini che finora è stato presidente del partito in Regione. Da ieri, su decisione di Zingaretti, Verini ha assunto il ruolo si commissario straordinario che, a caldo, ha commentato: "Siamo tutti scossi, speriamo che sappiano dimostrare la loro estraneità". Uno scandalo che colpisce Zingaretti proprio all'indomani della presentazione delle liste per le Europee e che coinvolge Bocci, un esponente piddino che proviene dalla Margherita e che era stato persino sorrosegretario agli Interni. Un uomo che ieri "evidentemente non si aspettava nulla, visto che ieri era tranquillamente in Direzione", dicono dal Nazareno. La deputata umbra Anna Ascani che aveva sfidato Zingaretti in coppia con Giachetti preferisce non commentare e persino tutta l'area renziana tace. Qualcuno, però, azzarda una previsione: "Al di là di quello che si dice, non ci sono aspettative di grandi masse di voti in arrivo. Perché i capilista non parlano al paese, non c’è un progetto, c’è solo un calo di gradimento per partiti di governo". Il caso umbro, insomma, non potrà essere un alibi per il neosegretario.

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