Il Comune vende l'ex ospedale di Garbagnate

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14 Aprile Apr 2019 10 giorni fa

Immerso nel parco delle Groane, potrebbe diventare un campus o residenza per anziani

Chiara Campo

Dopo i 175 milioni incassati da Coima per il «Pirellino», il grattacielo di via Pirelli 39, il Comune tenta un altro colpo grosso. Ieri ha aperto (fino al 14 giugno) un avviso pubblico per raccogliere di manifestazioni d'interesse all'acquisto o alla concessione per una durata massima di cinquant'anni dell'ex ospedale di Garbagnate Milanese, un gioiellino liberty immerso nel parco delle Groane che dalla dismissione nel 2015 purtroppo sta andando in lento decadimento e viene costantemente occupato da balordi. Si tratta di un complesso architettonico enorme, circa 24mila metri quadrati di fabbricati a cui si aggiungono 163mila mq tra strade, viali, giardino e bosco. Si trova a metà tra i territori di Senago e Garbagnate, in prossimità del nuovo ospedale G.Salvini, e a 34 chilometri dall'aeroporto di Linate. Lo realizzò il Comune di Milano a partire dal 1910 come Sanatorio antitubercolare, la maggior parte degli edifici sono nati tra il 1921 e il 1928, la maggior parte del complesso ospedaliero è sottoposto a vincolo storico e architettonico e da vincolo paesaggistico e forestale. L'avviso si estende anche all'ex edificio scolastico di Senago, costruito tra il 1957 e il 1958, usato come scuola professionale fino al 2005 e da allora abbandonato. I concorrenti, come è previsto dal bando, «dovranno indicare le attività che intendono insediare, le ipotesi di trasformazione dei complessi immobiliari nel rispetto del contesto ambientale, storico e architettonico dei beni offerti e la sostenibilità economica dell'operazione (quest'ultima solo per le proposte di valorizzazione in concessione). E il Comune, a differenza dell'asta pubblica, non indica un prezzo base, per non porre limiti evidentemente al «volume minimo» delle offerte. Chi è interessato dovrà indicare «il canone annuo che intende corrispondere all'amministrazione in caso di concessione e il prezzo di cessione per la proposta di acquisto». La manifestazione di interesse peraltro ha una funzione consultiva, «non avrà carattere vincolante nè per il Comune nè per il privato». Non saranno ammessi ampliamenti e incrementi volumetrici nè la destinazione commerciale di media e grande distribuzione (non diventerà mai insomma un grande centro commerciale) nonchè «le attività industriali e le altre attività artigianali o attività di carattere agricolo, ortofrutticolo, florovivaistico». S' invece a funzioni terziarie, ricettive, per il tempo libero, residenziali, di tipo artistico. Due scenari «preferiti»: la trasformazione del complesso in Campus universitario in ambito medico (con impianti sportive, residenze, verde libero e attrezzato) o in strutture residenziali per anziani (con servizi riabilitazione e spazi per attività ricreative).

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