La Lanterna si illumina ancora di blucerchiato

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15 Aprile Apr 2019 4 giorni fa

Defrel e Quagliarella lanciano la Samp, Genoa ko. Giampaolo supera Eriksson, Ferrero show

Il derby di Zena numero 100 di campionato (con tutti gli altri è il 118) va come gli ultimi cinque, almeno per quello che riguarda il Genoa che ricorda con nostalgia, e ora con un po' di preoccupazione come certi giocatori del lotto con un numero che non si manifesta più, l'ultimo successo. Era l'otto maggio 2016, uno dei derby più in là nella stagione, finito 3-0 per i rossoblu di Gian Piero Gasperini al passo d'addio. La ciurma di sir Gasperson era completamente diversa e anche la Sampdoria, da allora, ha cambiato dieci undicesimi della formazione. Purtroppo per il Genoa, l'unico rimasto è Fabio Quagliarella (nella foto), perfino ringiovanito, da allora, capocannoniere a 22 gol.

Quaglia serve l'assist a Defrel per l'1-0, a inizio primo tempo, e raddoppia su rigore, conquistato dal francese per un improvvido braccio largo di Biraschi, espulso perché Calvarese interpreta l'azione come una chiara occasione da gol.

Annotiamo qualche dubbio, ma cambierebbe poco. Il Genoa di Cesare Prandelli è troppo impreciso e perfino troppo sfortunato. Il Genoa è sfilacciato, la Sampdoria compatta. Giampaolo diventa così l'allenatore blucerchiato con la striscia positiva più lunga di sempre. Quattro vittorie e due pareggi, superato Eriksson. Ciò significa che è qui da tre anni, mentre Prandelli è qui da dicembre, nell'ultimo derby c'era Juric e non era neanche l'allenatore che aveva cominciato sulla panchina genoana. Veniva dopo Ballardini.

Qualcosa dovrà pur dire, in termini di continuità, di formazione di metodo e senso di appartenenza. Il Genoa non riesce a sommare due buon gare di seguito. Eroico a Napoli, ma forse era la squadra di Ancelotti a essere un po' distratta. Il Grifo si deve guardare le spalle, la Sampdoria mantiene intatte le aspirazioni europee. Si tratta di una formazione solida, che gioca a memoria e che cambia giocatori senza cambiare sistema. Il Genoa prosegue come a tentoni, alternando in campionato belle prestazioni a momenti di sbandamento, e lo stesso capita durante la stessa partita. In questa, praticamente, subisce due scoppole sempre all'inizio e se la prima si può rimediare la seconda no. Anzi, Radu, cresciuto enormemente, evita la goleada. Prandelli si lamenta per l'interpretazione dell'arbitro Calvarese sui due gol (sul primo sostiene che c'è un fallo di Defrel) ma è come ammettere che al Genoa non va bene proprio nulla. Dall'altra parte foto di gruppo sotto la Sud, con Massimo Ferrero saltellante e incontenibile: «Sei derby vinti, tre pareggiati solo uno perso, ma all'inizio si paga pegno». Poi si getta in una filippica, infarcita di insulti contro chi lo contesta e chi sostiene che alza il prezzo di vendita della Sampdoria. «Chi vivrà vedrà. L'ultimo derby di Ferrero? Ultimo è il cantante. Oppure il capitano Ultimo, se vi acchiappa vi lega tutti». Alè.

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