Complotti e inchieste I grillini fanno la guerra alla "paracadutata" in Ue

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16 Aprile Apr 2019 9 giorni fa

Appelli a votare no alla capolista di Di Maio. E Pisapia sogna di battere Salvini alle urne

Voci di popolo (dal Movimento in questo caso) dicono che il 90 per cento degli attivisti milanesi contestano la capolista alle Europee «paracadutata» dal leader Luigi Di Maio nella circoscrizione nord-ovest (Lombardia, Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta), Maria Angela Danzi. Diciamo pure che i grillini ieri erano in fibrillazione da nord a sud, visto che le 5 donne candidate a sorpresa a guidare le liste M5s non hanno partecipato alle Europarlamentarie 2019, il doppio turno di votazioni on line sulla piattaforma Rousseau che in Lombardia si è chiuso la deputata Ue uscente Eleonora Evi come la candidata con più clic (2.475). Ieri dalle 10 alle 19 è scattato il terzo turno, «gli iscritti - si leggeva sul web - sono chiamati a ratificare i capilista proposti dal capo politico nelle varie circoscrizioni», la Danzi per il nord-ovest. Il consigliere regionale Luigi Piccirillo su Facebook in mattinata pubblica uno slogan che parla da sè: «Oggi più che mai dire no è rivoluzionario». Il capogruppo M5S in Comune Simone Sollazzo si espone ancora più esplicitamente su Fb: «Sai che c'è? Io dico no, è Evi la mia capolista». E incassa molti commenti a favore: «Anch'o dico no», «ci mancherebbe», «le donne nel governo e nei posti apicali sono poche e calate dall'alto». Sollazzo spiega: «Siamo consci da un anno che il nuovo Statuto preveda la possibilità di proposta di nuovi capolista da parte del Capo politico. Il voto non è e non vuole essere contro qualcuno. L'importante è il rispetto di ciò che siamo stati e del percorso di fiducia, di sacrificio e di dedizione che abbiamo portato avanti fino ad adesso. Indipendentemente dal risultato, resta un giorno legato ad una forte presa di posizione verso il nostro passato e le nostre origini che non intendiamo mettere da parte nemmeno adesso che siamo al governo». I malumori via via montano anche per il sistema di voto. Gli attivisti devono dire sì o no «in blocco» al pacchetto delle candidate scelte da Di Maio, il regolamento pubblicato nelle scorse settimane sul Blog delle Stelle parlava invece di un voto «su base circoscrizionale». E scattano i complottismi: «Sperano che il voto unico favorisca il sì» scrive qualche militante (ma i risultati all'ultimo arrivano scorporati). E la scelta della Danzi viene contestata anche nel merito, i grillini fanno girare come una trottola sul web la notizia (data da Brindisi Time e rilanciata da Affaritaliani.it) di un'indagine della Procura di Brindisi a carico della Danzi come ex subcommissaria del Comune di Brindisi, in merito a un intervento eseguito dall'Autorità d sistema portuale per delimitare il circuito doganale. Da Roma non ritira il nome, l'indagine viene ritenuta «irrilevante». Apriti cielo. Alla fine però Danzi passa, hanno votato solo 3.999 dei circa 10mila iscritti alla piattaforma in Lombardia: i sì sono 2.553 e i no 1.446. Ma si preannuncia una campagna tutta in salita.

E il Pd ieri ha lanciato la lista dei candidati lombardi, alla guida l'ex sindaco Giuliano Pisapia che fa il duro: «Gli altri capolista sono Salvini, Berlusconi e Meloni? Li ho sfidati altre volte e ho vinto. Non contano i numeri ma puntiamo ad essere quantomeno il secondo partito a livello europeo». E l'assessore Pierfrancesco Majorino che deve accontentarsi del 12esimo posto in lista assicura che con l'ex sindaco «non c'è nessuna competizione interna per le preferenze. Abbiamo un solo avversario, si chiama Matteo Salvini e gli daremo una brutta notizia. Vuole una Brexit all'italiana. Noi dobbiamo rappresentare la rabbia di chi negli ultimi anni si è sentito escluso dall'Europa».

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