Notre Dame, Cardini: "Di originale era rimasto poco"

Notre Dame, Cardini: Di originale era rimasto poco
16 Aprile Apr 2019 16 aprile 2019

Lo storico Franco Cardini ripercorre la storia di Notre Dame dopo il devastante incendio che ha devastato la guglia centrale

"Di qui vedo distintamente le due torri che bruciano". Sono queste le prime parole rilasciate a La Stampa dallo storico Franco Cardini dopo il devastante incendio che ha colpito la cattedrale di Notre Dame di Parigi dove il medievalista italiano insegna.

"Ho visto letteralmente crollare la guglia centrale, quella ottocentesca, neogotica, rifatta da Viollet-le-Duc al posto della guglia precedente, che era molto diversa", dice lo storico che spiega come la cattedrale parigina non sia nuova ai dolori procurati dagli incendi. Anzi, proprio a causa di queste calamità, è stata restaurata pià vole e, ormai, "di originale è rimasto poco, anche se i visitatori possono avere l’illusione di trovarsi di fronte a uno schietto esempio di architettura medievale, come danno a intendere molte guide", aggiunge Cardini. "L’impianto, le dimensioni, la forma sono inalterate, ma a partire dal ’500 il gotico non è più gradito, cambiano i gusti e quindi anche l’aspetto esterno", sottolinea il medievalista. A partire dal 6-700, poi, i cambiamenti sono ancora maggiori: "L’edificio viene abbellito secondo i canoni barocchi del tempo di Luigi XIV - un barocco severo, razionale, francese, molto diverso da quello austriaco o spagnolo", dice Cardini. Con la Rivoluzione francese, invece, la cattedrale diventa il tempio della Ragione, mentre con Napoleone Bonaparte torna al suo splendore di centro della cristianità francese ed europea. La vera “restaurazione”, però. arriva con Viollet-le-Duc, che lascia il suo tocco personale. "Anche certi simboli che vediamo oggi, e che tante guide riportano al Medioevo, sono in realtà ottocenteschi, di derivazione esoterica e massonica", spiega Cardini.

Commenti

Commenta anche tu