Prato, agente pestato da detenuto nel carcere: la denuncia del Sappe

Prato, agente pestato da detenuto nel carcere: la denuncia del Sappe
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16 Aprile Apr 2019 7 giorni fa

L’episodio è avvenuto dopo che l’agente aveva scortato il detenuto ad effettuare una telefonata ai familiari: divenuto irascibile,l’uomo lo ha colpito con un pugno in pieno volto ed ha poi tentato di aggredirlo anche una volta finito a terra

Episodio di aggressione avvenuto all’interno della casa circondariale la Dogaia di Prato, denunciato dal segretario nazionale per la Toscana del Sappe Pasquale Salemme.

“Un agente della polizia penitenziaria è stato vittima di un atto di aggressione da parte di un detenuto di nazionalità italiana, appartenete al circuito detentivo di alta sicurezza. Questo l’inizio del racconto fornito da Salemme in un comunicato ufficiale, come riportato da “GoNews”.

Divenuto particolarmente irascibile a causa dell’esito di una telefonata con un familiare, il detenuto ha dapprima minacciato pesantemente il poliziotto, per poi centrarlo con un pugno in pieno volto. Non pago, l’uomo si è ulteriormente accanito sull’agente finito a terra. Per fortuna è stato prontamente bloccato dai colleghi di quest’ultimo, che sono riusciti a scongiurare il peggio.

“L’agente, condotto presso il pronto soccorso del nosocomio di Prato, è stato dimesso nella tarda serata con prognosi di oltre venti giorni a causa della frattura dello zigomo. Sono stati disposti ulteriori controlli e accertamenti.”, ha proseguito ancora il segretario del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria.

“Nonostante l’evento sia l’ennesimo segnale che giunge dall’Istituto pratese della“Dogaia”, già in passato balzato agli onori della cronaca per medesimi fatti e gesti estremi di autolesionismo, l’Amministrazione Penitenziaria non ha posto in essere alcun provvedimento teso alla risoluzione delle problematiche rappresentate, connesse in primis alla carenza organica.”, denuncia ancora Salemme. “Carenza che, allo stato attuale non permette la copertura di tutte le postazioni di servizio. Con conseguente aumento dei carichi di lavoro per il personale di Polizia Penitenziaria operante, che si ritrovava a ricoprire più postazioni nell’arco dello stesso turno lavorativo”.

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