Salvini: "Sala e la Raggi ci aiutino a chiudere insediamenti abusivi"

Salvini: Sala e la Raggi ci aiutino  a chiudere insediamenti abusivi
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16 Aprile Apr 2019 9 giorni fa

La giornata è di quelle decisamente festose in via Casati 19, sede della nuova prefettura di Monza. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini parla di occasione «storica», «memorabile», d'«investimento di uomini, mezzi, forza e speranza nel comparto sicurezza che nel territorio brianzolo non si vedeva da tantissimi anni». Il milanese Matteo Salvini, però, non dimentica mai la sua città. E fa un segno di assenso che indica la sua partecipazione assoluta a chi gli ricorda la notte appena trascorsa e l'incendio di via Bonfadini.

«Per i campi rom serve la collaborazione dei sindaci - fa notare subito il vice premier -. L'obiettivo del ministero dell'Interno è zero campi entro la fine del mandato e in alcune realtà è già di fatto così perché gli insediamenti sono stati smantellati: chi ha diritti se li vede tutelati, chi non li ha è stato salutato e ringraziato. Mi auguro che i sindaci delle due più grandi città, Milano e Roma, collaborino su questo percorso. Ricordo che coloro che vivono nei campi sono una estrema minoranza della presenza rom in Italia. Il problema quindi non è essere rom, ci sono decine di migliaia di rom che vivono e lavorano al nostro fianco, i loro figli vanno a scuola con i nostri e non rompono le scatole. Quelli che invece si ostinano a campare di furti, truffe, illegalità e abusi nei campi devono essere messi in condizioni di smetterla». E conclude, con un riferimento non troppo velato a Beppe Sala: «Su questo ovviamente la competenza dei sindaci è fondamentale: se ci sono amministratori più accondiscendenti verso i rom ovviamente per il ministro è più difficile» chiosa con un'espressione che non lascia dubbi su ciò che sta solo pensando senza farne direttamente parole.

Quando poi si parla della droga, sia in riferimento alla sparatoria di via Cadore che al boschetto di Rogoredo e realtà simili, come «il vero terreno dell'economia criminale», Salvini non si fa pregare sul tema dei «mezzi di contrasto». Non solo. «Quello contro la droga è a un percorso educativo lungo. Che passa dalle scuole e che responsabilizza le famiglie. Il dramma vero resta l'abbassamento dell'età media del primo consumo e il fatto che le donne, proprio nei quantitativi assunti, superino gli uomini».

«La questione educativa è alla base - conclude il vice premier -, ma ogni proposta legislativa che faccia anche solo sospettare che la droga non fa male, non aiuta; ogni dibattito pubblico o privato che lasci trasparire il fatto che drogarsi in una certa maniera non è poi così negativo, aiuta i trafficanti. Lo spaccio zero non è di questo mondo. Ci accontentiamo della riduzione e di una normativa più stringente perché questa ipotesi ahimè ancora molto, troppo soggettiva, che lascia ai tribunali ampio margine di discrezionalità ha portato a fattispecie incredibili che hanno visto, come uso personale, anche etti di stupefacenti».

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