Usa, boom di donazioni a favore della campagna per la rielezione di Trump

Usa, boom di donazioni a favore della campagna per la rielezione di Trump
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16 Aprile Apr 2019 7 giorni fa

Secondo i media Usa, gran parte dei finanziamenti raccolti finora dallo staff elettorale di Trump deriverebbe da micro-donazioni ottenute tramite piattaforme social per il crowdfunding

Negli Stati Uniti si è da poco registrato un vero e proprio “boom” di donazioni a vantaggio della campagna per la rielezione di Trump alla Casa Bianca nel 2020.

Secondo Brad Parscale, responsabile della macchina organizzativa incaricata di allestire la nuova campagna presidenziale del tycoon, il presidente americano in carica avrebbe raccolto, nei primi quattro mesi del 2019, 40,8 milioni di dollari di finanziamenti. Ad avviso del membro dello staff del magnate, nessun predecessore di Trump alla Casa Bianca avrebbe conseguito un tale ammontare di contributi economici a diciannove mesi da un’elezione generale.

Sempre secondo Parscale, i 40,8 milioni collezionati finora dal tycoon non deriverebbero dai portafogli di potenti lobby, bensì da “contributi modesti elargiti da semplici cittadini”. Alla base della somma milionaria raccolta finora dallo staff dell’esponente repubblicano vi sarebbero infatti tante donazioni di “non più di 200 dollari”. Egli ha poi annunciato che l’obiettivo di Trump è arrivare all’appuntamento elettorale del 2020 con in tasca “un miliardo di dollari” di finanziamenti popolari.

Il responsabile della campagna per la riconferma del politico repubblicano alla Casa Bianca ha quindi dichiarato che gli sfidanti democratici del magnate newyorchese avrebbero finora racimolato donazioni dai valori molto distanti da quello conseguito da quest’ultimo. Tale affermazione di Parscale è stata subito confermata dai media Usa, i quali hanno rivelato che i due principali candidati liberal, Bernie Sanders e Kamala Harris, avrebbero collezionato, rispettivamente, 18 milioni di dollari e 12 milioni, cifre molto lontane dai 40,8 milioni di dollari conseguiti finora dal tycoon.

I network statunitensi hanno quindi rivelato che gran parte dei contributi raccolti dal team elettorale di Trump sarebbero stati ottenuti per effetto delle grande dimestichezza dimostrata da quest’ultimo nell’utilizzo delle piattaforme social di crowdfunding. Lo staff dell’inquilino della Casa Bianca starebbe infatti conducendo sul web campagne di mobilitazione dai toni fortemente coinvolgenti, capaci di persuadere internauti di ogni età e classe sociale a effettuare micro-donazioni a vantaggio della campagna per la rielezione del magnate.

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