Se i cibi biologici sono a km zero apportano maggiori benefici

Se i cibi biologici sono a km zero apportano maggiori benefici
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17 Aprile Apr 2019 2 giorni fa

La conservazione per lungo periodo a temperature superiori ai 4 gradi rischia di far perdere importanti vitamine, necessarie per la nostra salute cardiovascolare

I cibi biologici sono molto più salutari e nutrienti se provengono da coltivazioni a km 0. Oltre a pesticidi e fertilizzanti, anche i metodi di conservazione di frutta e verdura rischiano di far perdere al prodotto importanti vitamine. Le temperature superiori ai 4 gradi adottate per un lungo periodo, rischiano infatti di far perdere sia fitonutrienti fondamentali per il nostro organismo che la vitamina C. A dirlo è uno studio dell’Istituto Ricerche Applicate di Usmate Velate, comune lombardo, in collaborazione con YouFarmer, una piattaforma di co-farming che permette di avere un proprio orto a km 0, grazie ad aziende agricole certificate biologiche e biodinamiche.

Secondo questa ricerca i prodotti biologici, ritenuti già migliori rispetto a quelli provenienti da coltivazioni non bio, aumenterebbero le loro proprietà nutritive se provenienti da orti a km 0, dimostrandosi un ottimo aiuto nella prevenzione del cancro e delle malattie cardiovascolari. E’ stata Mariantonia Logozzi, ricercatrice dell'Iss nel dipartimento di oncologia e medicina molecolare, attraverso il suo studio, a dimostrare che per essere sicuri di riuscire a trarre tutti i benefici possibili dai prodotti biologici, questi devono essere a km 0. Come ha spiegato Logozzi "La conservazione a temperature di +4 gradi per lungo tempo degrada i fitonutrienti presenti nelle verdure e importanti vitamine idrosolubili, come la vitamina C, alleata indiscutibile della nostra salute".

Inoltre "le colture bio contengono in media un contenuto più elevato delle sostanze nutritive principali, rispetto alle colture convenzionali. Ad esempio, il contenuto di vitamina C di un frutto o di un ortaggio biologico è il 27% in più, in media, di prodotto coltivato impiegando fertilizzanti e pesticidi". Se poi riusciamo a seguire una dieta bio ricca di verdure, almeno cinque, è possibile arrivare a consumare 89,2 mg di vitamina C, contro i 67,9 mg di una dieta convenzionale.

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