Studente ebreo aggredito a scuola: "Riapriremo i forni di Auschwitz"

Studente ebreo aggredito a scuola: Riapriremo i forni di Auschwitz
Sostieni il progetto Conflitti da non dimenticare su Gli Occhi della Guerra
17 Aprile Apr 2019 4 giorni fa

L'alunno delle medie vittima di tre compagni. Indaga la Procura

Roma Proprio a Ferrara, dove centotre anni fa nasceva Giorgio Bassani, scrittore ebreo che raccontava gli ebrei e dove ha sede il museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah, un bambino di religione ebraica che frequenta un istituto secondario di primo grado, è stato vittima di un atto di bullismo a sfondo antisemita. Tre compagni di classe lo hanno preso per il collo, negli spogliatoi della palestra, e gli hanno gridato contro una frase scioccante, che sembra incredibile possa essere uscita dalla bocca di ragazzini tanto giovani: «Quando saremo grandi, faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni, ebrei di m....».

Siamo in prima media, dove gli alunni sono poco più che bambini. Eppure per bullizzare un coetaneo di religione diversa si evocano i campi di sterminio. Probabilmente senza neanche capire davvero il significato delle parole usate. Una vicenda inquietante, svelata ieri da Il Resto del Carlino. Il bambino vittima dell'aggressione, che già in passato era stato preso di mira per gli stessi motivi ma solo verbalmente, ha raccontato tutto alla mamma, che è corsa dagli insegnanti. È stata però la rappresentante di classe, pure lei di origine ebraica e preoccupata per il clima di antisemitismo che si respira nelle scuole, a denunciare l'episodio, finito anche all'attenzione dei carabinieri, che invieranno una relazione sull'accaduto alla Procura dei minori. La dirigente scolastica, intanto, ha incontrato la mamma del ragazzino, i bulli si sono scusati e i genitori hanno ammesso la gravità del loro comportamento. Per il quale, nel prossimo consiglio di classe straordinario, saranno presi i necessari provvedimenti.

Il caso è finito sul tavolo dell'ufficio scolastico territoriale e dell'accaduto si è parlato in classe con i docenti. «La scuola - ha raccontato la preside a Il resto del Carlino - è attiva nell'organizzare iniziative legate al Giorno della Memoria e in tanti anni che presiedo questo istituto è il primo caso di questa portata che mi trovo ad affrontare». «Caso che va preso con la giusta serietà - ha continuato - senza essere sminuito, ma che deve essere trattato con il massimo della cautela e della discrezione». Il ministro Matteo Salvini ha definito «inaccettabile» l'episodio. «Ancora più spregevole perché avvenuto in una scuola», ha detto annunciando che preso sarà a Ferrara per incontrare il ragazzo, la sua famiglia e gli insegnanti. È intervenuto anche il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti. «La scuola deve essere luogo di solidarietà, di inclusione, di accoglienza, di condivisione, di pace. Non sono tollerabili atti di antisemitismo e di razzismo». Il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha fatto invece un discorso che travalica i muri della scuola: «Il fatto che riemergano, anche nelle parole dei ragazzini, parole di antisemitismo e razzismo deve essere un campanello d'allarme per tutti. Un bambino non può essere pienamente consapevole di quelle parole e noi dobbiamo chiederci da dove vengano. Credo che i ragazzi raccolgano qualcosa che striscia sotto la pelle della nostra società».

Commenti

Commenta anche tu