Tria adesso lancia l'allarme: "Aumenti su Iva e accise". Salvini: "Non crescerà"

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17 Aprile Apr 2019 6 giorni fa

Il ministro del Tesoro non usa giri di parole: "Senza interventi confermati i rincari sull'imposta e sui carburanti"

L'aumento dell'Iva e delle accise non è affatto scongiurato. Come ha ricorda ilGiornale, il rincaro sulle aliquote per l'imposta sul valore aggiunto è ormai dietro l'angolo. Stesso scenario che ha tracciato la Corte dei Conti: "Per il triennio 2020-22 oltre che sulla clausola Iva mancano indicazioni sulle voci da sottoporre a revisione, sugli aumenti di entrata e su tagli ulteriori di spesa", ha affermato il presidente della Corte dei Conti, Angelo Buscema, nel corso dell’audizione sul Documento di economia e finanza di fronte alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato. Ma di fatto su questo fronte arrivano le parole del ministro del Tesoro, Giovanni Tria.

Il titolare di via XX Settembre non usa giri di parole e affrema: "Il deficit a legislazione vigente è rivisto in rialzo sull intero periodo di previsione, collocandosi al 2% del Pil nel 2020 , all 1,8% nel 2021 a fronte dell 1,8% e 1,5% previsti nell aggiornamento dello scorso dicembre. Il disavanzo del 2022 è stimato all 1,9%. Ricordo che lo scenario tendenziale incorpora gli aumenti dell’Iva e delle accise che avrebbero luogo a gennaio 2020 e 2021", ha affermato il ministro in audizione nelle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato sul Documento di economia e finanza 2019. Poi il minsitro del Tesoro rivandica i due provvedimenti principali della manovra: quota 100 e reddito di cittadinanza: "Le misure introdotte dal governo contribuiscono a sostenere i consumi delle famiglie e il Pil già nel 2019, sebbene vengano introdotte in corso d'anno". Infine prova a sciogliere il nodo sulla flat tax: "La legge di bilancio per il prossimo anno continuerà, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica definiti nel Def, il processo di riforma delle imposte sui redditi, cosiddetta flat tax, e di generale semplificazione del sistema fiscale per alleviare in particolare il carico fiscale gravante sui ceti medi".

Tria ha confermato inoltre che "si valuterà l’introduzione di un salario minimo orario e che proseguirà l’impegno di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro". Ma di fatto sull'esecutivo pende ancora l'incognita dell'Iva e delle accise. Una mazzata su questo fronte potrebbe compormettere definitivamente quella crescita che non è mai realmente partita. E a sottolineare quanto si acceso lo scontro nel governo su questo fronte, arrivano le parole di Di Maio: "Con questo governo non ci sarà nessun aumento dell’ Iva, deve essere chiaro. Finchè il M5S sarà al governo non ci sarà nessun aumento dell’ Iva, al contrario. L’obiettivo è ridurre il carico fiscale su famiglie e imprese. Serve la volontà politica. Noi ce l’abbiamo. Mi auguro ce l’abbiano anche gli altri. Fermo restando che ci sono già soluzioni sul tavolo volte ad evitare un aumento". Infine arriva la stoccata dal Movimento: "Se Tria vuole un aumento dell’Iva può passare al Pd. Per anni il Pd altro non ha fatto che alzare le tasse ai cittadini, mantenendo privilegi medievali come i vitalizi, che noi abbiamo tagliato, e molto altro. Quindi se Tria è così desideroso di aumentare l’Iva può scegliere un’altra collocazione. Con questa maggioranza non esiste". A chiudere il cerchio le parole di Matteo Salvini che rifiuta l'ipotesi aumenti sull'Iva: "Non aumenterà. Punto. Questo è l’impegno della Lega. Siamo al governo per abbassare le tasse, non per aumentarle come hanno fatto gli altri governi".

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