Mediaset accelera, alleanza per luglio

Mediaset accelera, alleanza per luglio
Inside Over
19 Aprile Apr 2019 19 aprile 2019

Ok al voto maggiorato, che permetterà a Fininvest di cedere quote senza perdere il controllo

Mediaset corre in Borsa: +3,6% nel giorno dell'assemblea dei soci che ha confermato il progetto di accordi internazionali e ha fornito alcune stime sulla raccolta pubblicitaria. «Stiamo lavorando al progetto e siamo fiduciosi - ha detto l'ad Pier Silvio Berlusconi- il 25 luglio c'è un cda che deciderà sulla destinazione dell'utile. Quella in qualche modo è una scadenza».

Nel progetto delle alleanza che, è stato specificato, parte da Mediaset ha parlato anche il presidente Fedele Confalonieri. «Quello che ieri era considerato un tabù, cioè la creazione di un broadcaster paneuropeo, oggi è allo studio dei vertici delle principali emittenti del vecchio continente, sia pure sotto forme e modalità diverse».

L'idea sarebbe quella di partire con accordi commerciali o di produzione sui contenuti per poi verificare la possibilità di uno scambio azionario. Il disegno potrebbe coinvolgere, oltre ovviamente a Mediaset Espana, la tedesca Prosieben e forse le francesi Tf1 e Channel 4. Anche forse per favorire questa operazione è stato approvato dall'assemblea il «voto maggiorato» in statuto, che partirà tra due anni e che non solo «blinda» ulteriormente il controllo di Fininvest sul gruppo televisivo ma, visto che un voto maggiorato può valere anche doppio, permetterebbe alla controllante Fininvest di fare operazioni societarie con cessioni di quote azionarie ad altri player televisivi europei, senza perdere il controllo. Fininvest ha oggi il 45,88% dei diritti di voto.

Dal progetto di aggregazione sarebbe esclusa Vivendi, che era, in realtà, il partner originario. Ma verso i francesi c'è un contenzioso legale non solo per la mancata acquisizione della pay tv Premium ma anche per aver messo in atto una scalata ostile.

Oggi, infatti, i francesi detengono il 29,9% di Mediaset, nonostante ci fosse un contratto firmato che impegnava la società d'oltralpe a non comperare oltre il 5% del capitale. Ed è per questo che, ieri mattina, il cda del Biscione ha deciso di opporsi alla richiesta del gruppo francese di partecipare all'assemblea. In realtà Vivendi è stata obbligata dall'Antitrust a congelare parte della sua quota in un fondo fiduciario perchè la legge italiana vieta le partecipazioni incrociate in media e tlc (e Vivendi possiede anche il 24,9% di Telecom Italia). Ieri comunque Mediaset ha impedito sia al 9,16% del capitale detenuto direttamente da Vivendi sia al 19,19% intestato a Simon fiduciaria di esercitare i diritti di voto delle rispettive partecipazioni all'assemblea. La decisione è stata bollata dai francesi come «contraria a tutti i principi fondamentali della democrazia degli azionisti. Ci riserviamo di contestare in tribunale la validità delle delibere adottate».

Quanto alla pubblicità Mediaset punta a ricavi nel primo semestre dell'anno pari a quelli dello stesso periodo del 2018, tolto il perimetro del calcio. «È un mercato tosto tosto noi facciamo del nostro meglio» - ha ribadito l'ad Pier Silvio Berlusconi.

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