Un ombrello per Notre-Dame. E Macron risale nei sondaggi

Un ombrello per Notre-Dame. E Macron risale nei sondaggi
Inside Over
20 Aprile Apr 2019 20 aprile 2019

Alla vigilia della protesta dei gilet gialli il presidente recupera 3 punti ma resta indigesto al 67% di francesi

L'effetto Notre-Dame stringe la Francia attorno al suo presidente. Con il 32% di opinioni favorevoli, Emmanuel Macron torna al livello di settembre 2018, prima della crisi dei gilet gialli, pronti a ricomparire quest'oggi per il 23esimo sabato consecutivo. Malgrado il recupero nei sondaggi personali (+3), e un discorso alla nazione giudicato «all'altezza» da buona parte dei concittadini (oltre 6 su 10), il capo dello Stato resta sotto la «sorveglianza» dell'esercito di giubbotti fluo, che attende risposte.

Il drammatico incendio di lunedì ha sottratto le parole di sintesi che avrebbero dovuto portare Macron nelle case dei francesi; non per dire che la cattedrale sarà ricostruita in cinque anni, ma per annunciare misure concrete dopo tre mesi di dibattito nazionale. Parlerà solo giovedì in conferenza stampa. Da impopolare nei due terzi dei francesi.

Il 67% della popolazione mantiene infatti una percezione negativa del presidente, spiega il sondaggio realizzato dopo l'incendio della cattedrale. Un altro sondaggio registra il sorpasso del Rassemblement National di Marine Le Pen sul partito del presidente: 22,5% contro 22% (Ifop). Prima volta da mesi.

Il ministro dell'Interno Cristophe Castaner mette in guardia i parigini dall'ennesima onda gialla: «Gli ultrà cercheranno di creare tensioni, saremo energici e arresteremo i violenti». Circa 60 mila poliziotti e gendarmi mobilitati in tutta la Francia. Un «dispositivo rinforzato» che dovrebbe «evitare straripamenti e fermare i teppisti». Previsto «un blocco di 1500-2000 persone composto da ultrà-gialli». Elementi radicali che «cercheranno di far degenerare i cortei». I gilets dovrebbero essere «da 10 a 15 mila», animati anche da un certo spirito vendicativo dopo il fiume di donazioni giunte per la ricostruzione: «Hanno trovato 1 miliardo di euro per salvare Notre-Dame fregandosene dei 140 mila senzatetto, fate lo stesso con i miserabili», l'appello di Jérôme Rodrigues. La prefettura ha vietato raduni nell'area della cattedrale «per proteggerla». L'intera Ile-de-la-Cité sarà oggi inaccessibile ai manifestanti, idem le rive della Senna. «Motivi di sicurezza» censurano anche gli Champs-Elysées e le manifestazioni all'Eliseo. Presidiate tutte le stazioni parigine.

Continuano gli interrogatori degli operai impiegati sul cantiere. Passati ai Raggi X, cresce la probabilità di un corto circuito. La scintilla fatale forse partita a poca distanza dal punto in cui si sarebbe dovuto posizionare un terzo ascensore, che avrebbe portato gli addetti al restauro fino alla cima della guglia a 97 metri di altezza: «Ma erano lontano dalla cattedrale, a circa sette metri», dice il responsabile. Una piccola Notre-Dame di legno si erigerà intanto sul sagrato. Sarà un luogo simbolico di preghiera e raccoglimento, spiega il rettore, contrario a rendere inaccessibile ciò che resta della struttura per cinque anni: «Non bisogna dire che è chiusa, punto e basta, ci saranno sempre preti per poter parlare». Simbolo della cristianità, «deve restare vivo». Specie dopo la polemica del vescovo di Parigi, che ha accusato Macron di non essere riuscito a dire la parola «cristiani» o «cattolici» nel suo discorso.

La copia virtuale di Notre-Dame, ottenuta nel 2015 dal National Geographic con scansioni laser, è invece la speranza dei tecnici. L'accuratissima visione 3D, ottenuta da un miliardo di misurazioni, mostra l'antico splendore. Architetti e creativi lavorano a un progetto tutto nuovo: serve subito un «ombrello», una maxi copertura in grado di proteggere dalle intemperie l'interno della cattedrale. Il tesoro è già «in salvo»: duemila oggetti estratti tra calici e statuette e 15 tavole dipinte trasferite al Louvre.

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