La "circolare segreta". E Di Maio sfida Salvini

La circolare segreta. E Di Maio sfida Salvini
Inside Over
22 Maggio Mag 2019 26 giorni fa

Di Maio con una circolare dell'Ispettorato del Lavoro vara in anticipo il salario minimo. Ma la legge ancora non c'è...

C'è una "circolare segreta" che i grillini hanno già messo sul campo per colpire alle spalle l'alleato leghista di governo. Si tratta, come riporta il Corriere, di una mossa di Di Maio che serve a introdurre il salario minimo. Un primo passo da parte del ministro del Lavoro verso quella riforma che è tema di discussione e di scontro con Lega e con il Tesoro. Il ministro avrebbe dato già l'incarico all'Ispettorato nazionale del lavoro di dar seguito alle indicazioni sul salario minimo. Una nuova strategia per la campagna elettorale che porta al voto di domenica e che di fatto risponde al chiodo fisso leghista della flat tax. La circolare voluta fortemente da Di Maio e che porta la firma di Leonardo Alastra, direttore dell'Ispettorato, "dà la sua interpretazione sui criteri che gli ispettori devono seguire quando vanno a controllare le aziende che incassano incentivi pubblici", spiega il Corriere. Di fatto vengono date indicazioni chiare per le ispezioni che verranno declinate con nuove direttive che entrano sempre più nel merito delle retribuzioni: "Il personale ispettivo dovrà svolgere un accertamento sul merito del trattamento economico/normativo effettivamente garantito ai lavoratori" e "non un accertamento legato ad una formale applicazione del contratto sottoscritto dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale".

Una mossa di questo tipo di fatto porta già sul campo le norme per il salario minimo. Ma una norma in questo senso ancora non c'è. Di Maio ha giocato di anticipo per usare la circolare come arma da campagna elettorale dopo il reddito di cittadinanza. Insomma il contratto di governo ormai resta congelato e lascia spazio solo alle iniziative dei singoli ministri. Nel governo manca una regia unica e un programma chiaro. La frattura tra M5s e Lega è sempre più profonda.

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