Prova a corrompere i finanzieri con 1000 euro: arrestato commerciante cinese

Prova a corrompere i finanzieri con 1000 euro: arrestato commerciante cinese
Inside Over
1 Giugno Giu 2019 25 giorni fa

Un cinese di 34 anni è ora ai domiciliari, in attesa di processo, per istigazione alla corruzione nei confronti dei finanzieri che stavano procedendo al sequestro di materiale non sicuro nei suoi confronti

Ha prima insistito per offrire un caffè al sottufficiale della Guardia di Finanza, con la speranza di allontanarlo dai suoi colleghi per potergli parlare separatamente. Poi, davanti al rifiuto del capopattuglia, ha provato a corrompere i militari, inserendo tra i verbali in corso di compilazione, 1.000 euro in contanti per evitare che le attività venissero concluse. Così, un cinese di 34 anni, residente nel quartiere Prenestino a Roma, è stato arrestato per istigazione alla corruzione nei confronti dei finanzieri che stavano procedendo al sequestro di materiale non sicuro nei suoi confronti.

È successo durante le operazioni di controllo della merce all’interno di due aziende gestite da cinesi e importatrici di articoli per cellulari e giocattoli. La pattuglia del Terzo Nucleo Operativo Metropolitano Roma - nell’ambito del dispositivo di contrasto ai traffici illeciti - ha sequestrato oltre un milione di euro di oggetti tra stickers, giocattoli, prodotti elettrici e accessori per smartphone poiché non conformi ai requisiti comunitari e con falso logo CE. Prodotti destinati a bambini e adulti, di scarsa qualità e pericolosi per la salute dei consumatori, ma anche dell’alta probabilità di provocare corti circuiti nel caso dei prodotti elettrici.

L’imprenditore cinese che ha tentato di corrompere i finanzieri è stato immediatamente arrestato. Le fiamme gialle hanno informato del comportamento dell’uomo il magistrato di turno della Procura di Roma che ha disposto gli arresti domiciliari per il 34enne in attesa del processo per istigazione alla corruzione. Denunciati anche due suoi soci con l’accusa di aver introdotto illecitamente all’interno del territorio nazionale gli articoli sequestrati e per il possesso di 9.600 in contanti, ai sensi delle disposizioni antiriciclaggio.

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