Il caffè non è nemico della salute del cuore

Il caffè non è nemico della salute del cuore
Inside Over
4 Giugno Giu 2019 12 giorni fa

Un nuovo studio britannico smentisce i precedenti studi sul caffè, una delle bevande più consumate nel mondo. Questa bevanda energizzante non danneggia la salute delle nostre arterie e non provoca ipertensione

Il caffè non danneggia la salute del nostro cuore.

Berne due o tre tazze o addirittura arrivare a consumarne venticinque al giorno non fa alcuna differenza per le nostre arterie. È ciò che è emerso da uno studio inglese condotto dagli scienziati della Queen Mary University di Londra e finanziato dalla British Heart Foundation.

Lo studio in questione ha coinvolto circa 8412 persone in tutto il Regno Unito. I partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi ben distinti in base al loro consumo abituale di questa bevanda dall’effetto energizzante. Al primo gruppo appartenevano coloro che hanno dichiarato di non consumare abitualmente caffè e di arrivare a berne una sporadica tazzina al giorno. Al secondo gruppo invece vi erano gli abituali consumatori che ne bevevano da una a massimo tre tazzine al giorno. Quelli del terzo gruppo arrivavano addirittura a consumarne da tre tazzine fino a venticinque al giorno.

I partecipanti, dopo la suddivisione in gruppi, sono stati sottoposti a risonanza magnetica cardiaca a test infrarossi al fine di valutare la rigidità arteriosa. I risultati ottenuti sembrano smentire che non ci sia alcun collegamento tra consumo di caffè e ipertensione. Questa nuova ricerca britannica sembra smentire i precedenti studi effettuati in varie comunità scientifiche sull’argomento. I precedenti studi sostenevano che il caffè fosse la bevanda incriminata nei casi di ipertensione sistolica (l’indice più alto) e il conseguente danneggiamento delle arterie. Il nuovo studio è stato accolto un po’ con scetticismo dalla comunità scientifica.

Uno degli autori, il Dott. Metin Avkiron ci tiene ad affermare che c’è un limite di tazzine di caffè al giorno consigliato. Nonostante il suo studio abbia coinvolto consumatori che arrivano a bere persino venticinque tazzine al giorno di questa bevanda energizzante, lo scienziato sostiene che il numero consentito durante una giornata non deve superare il numero di cinque.

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