Dieta povera di grassi per combattere il cancro al seno

Dieta povera di grassi per combattere il cancro al seno
Inside Over
5 Giugno Giu 2019 11 giorni fa

Una dieta a base di frutta e verdura ha effetti benefici sulle donne malate di cancro al seno. Riduce il rischio di morte del 21% rispetto a chi privilegia l’assunzione di grassi animali durante la malattia

Una dieta in cui i grassi sono ridotti consente di contrastare efficacemente il rischio di contrarre il cancro al seno.

A confermarlo è un recente studio statunitense finanziato con fondi federali nell'ambito del progetto Women's Health Initiative (WHT) e presentato in questi giorno durante il Congresso della Società Americana di Oncologia.

I ricercatori statunitensi hanno seguito 49mila donne di età compresa tra i 50 ed i 79 anni per un periodo complessivo di circa 20 anni. Tra di esse 200 donne avevano scoperto di avere il cancro al seno nello stadio iniziale. Un campione di donne ha seguito una dieta ricca di verdura e frutta con riduzione al minimo dei grassi animali per un periodo di 8,5 anni. Di conseguenza si è registrata una riduzione del 21% del rischio di morte legato al tumore al seno. Il gruppo di donne che ha invece seguito una dieta più ricca di grassi invece era più esposto alla degenerazione del cancro. Lo studio ha anche evidenziato che nel gruppo con il regime dietetico più sano si è verificato l'8% in meno di tumori al seno.

A confermare l’utilità di una dieta taglia grassi è anche un'altra ricerca italiana presentata sempre al Congresso della Società Americana di Oncologia. Essa è stata condotta congiuntamente dall’Università di Verona e dalla Fondazione-Policlinico Gemelli di Roma. Il team di ricercatori italiani si è reso conto che il controllo nutrizionale è fondamentale. Esso non è assolutamente un aspetto secondario nel decorso del tumore al seno.

I grassi, infatti, producono sostanze infiammatorie che aiutano il cancro a proliferare, le cellule a degenerarsi. Spesso accade che terapie mirate rischiano di non produrre i risultati sperati proprio a causa delle cattive abitudini alimentari dei pazienti che assumono troppi grassi durante il decorso della malattia.

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