Boris Johnson sempre più vicino a succedere alla May

Boris Johnson sempre più vicino a succedere alla May
Inside Over
13 Giugno Giu 2019 3 giorni fa

Boris Johnson vince il primo turno interno delle primarie. C'è un grosso distacco tra lui e tutti gli altri candidati alla successione della May

Boris Johnson si avvicina alla vittoria, quella che gli consentirebbe di succedere come premier e come leader del Partito conservatore a Theresa May.

Il risultato del primo turno di votazioni, che sono state effettuate oggi dai parlamentari dei Tories, parla chiaro: l'ex sindaco di Londra, segretario di Stato e ministro del Lavoro è arrivato primo, con 114 voti. Seconda piazza, invece, per Jeremy Hunt, che ha raggiunto la soglia dei 43 voti. Interessante, ma al ribasso, pure la performance di Michael Gove, che forse si aspettava qualcosa di più dai deputati: dalle sue parti sono arrivate 37 preferenze. Alcuni lo considerano ancora l'unico in grado di sbarrare la strada al vincitore designato di questa prima tornata interna, ma i numeri sembrano pensarla in modo differente.

Male, invece, l'astro nascente Rory Stewart, che deve sperare nei prossimi passaggi e sul fatto di essere ancora in gara quando a votare saranno i militanti e i simpatizzanti dell'universo conservatore. Sino ad allora, c'è il rischio che l'erede di David Cameron possa essere eliminato. Cosa che è già accaduta nei confronti di Andrea Leadsom e di Esther McVey che - come segnalato pure dall'Adnkronos - sono obbligate ora ad abbandonare la contesa: troppo poco il consenso fatto registrare per poter partecipare ancora. Sappiamo come le speranze di Donald Trump siano riposte in Boris Johnson per una serie di motivi. Il primo è che l'ex primo cittadino londinese si è detto disposto a salutare l'Unione europea, a prescindere dall'accordo, entro il 31 ottobre.

Esiste, quindi, la possibilità che Stati Uniti e Regno Unito tornino partner privilegiati in campo commerciale. La strada però è ancora lunga: questa sorta di primarie verranno dichiarate chiuse solo il prossimo 22 luglio. Boris Johnson lo sa e ha dichiarato a stretto giro che c'è ancora molto da fare.

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