Isola di Pasqua: i turisti danneggiano le statue per farsi selfie

Isola di Pasqua: i turisti danneggiano le statue per farsi selfie
Inside Over
13 Giugno Giu 2019 4 giorni fa

Secondo l'archeologa Jo Anne Van Tilburg, le statue giganti dell'Isola di Pasqua con il tempo possono essere danneggiate dai turisti che si arrampicano per scattare i selfie

La mania dei selfie spopola in tutto il mondo raggiungendo livelli alti di pericolosità, per la propria incolumità e per il rispetto dei monumenti o dei reperti di valore artistico e culturale. Negli ultimi giorni è salito l'allarme che riguarda i continui e insistenti selfie che che centinaia di migliaia di turisti scattano alle famose statue di Rapa Nui, più nota con il nome di Isola di Pasqua.

La paura è stata diffusa da un'archeologa, preoccupata per la mancanza di rispetto dei turisti nei confronti delle gigantesche statue. Sembra, infatti, che arrivino ad arrampicarsi su di esse, o a sedersi sulle tombe e anche a calpestare gli spazi circostanti.

Secondo Van Tilburg lo scorso anno i visitatori sull'isola hanno raggiunto le 150.000 unità. Si è parlato molto su queste enormi statue e su ciò che nascondono. Fino a oggi è stato appurato che queste figure sono dotate anche di corpi. A tal proposito, gli archeologi dell'Università della California, a Los Angeles, hanno portato avanti il Progetto Statua dell'Isola di Pasqua e capire cosa si nasconde sotto la superficie del terreno. Si è giunti alla conclusione che si tratti di corpi interi di altezza pari a 33 piedi, cioè circa 10 metri.

Dunque, l'afflusso turistico sta avendo un impatto importante sul delicato ecosistema dell'isola. L'archeologa Van Tilburg ha detto: "Sono turbata dalla mancanza di un genuino interesse turistico sull'isola e dalla sua gente. Manca un genuino apprezzamento per il passato di Rapa Nui". La stessa studiosa ha poi continuato dicendo che la cifra di visitatori è esigua se si confronta con quella delle Piramidi, ma l'impatto è di notevole importanza: "Secondo gli standard Rapa Nui - ha continuato - su un'isola dove l'elettricità è fornita da un generatore, l'acqua è preziosa e esaurita, e tutte le infrastrutture sono stressate, 150.000 sono una folla".

La tecnologia, connessa con la nostra voglia di apparire in continui selfie, forse sta superando i limiti senza accorgercene. La storia dei luoghi con i loro misteri, come nel caso di Rapa Nui, ci deve far riflettere. Questi enormi monoliti che hanno resistito al trascorrere del tempo non possono essere distrutti dall'incuria della gente.

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