Oman, petroliere in fiamme dopo attacco: sale la tensione nel Golfo

Oman, petroliere in fiamme dopo attacco: sale la tensione nel Golfo
Inside Over
13 Giugno Giu 2019 5 giorni fa

L'incidente avviene a un mese di distanza dall'attacco a quattro petroliere al largo degli Emirati Arabi Uniti. Sul posto la Quinta Flotta americana

Due petroliere sono in fiamme nelle acque del Golfo dell'Oman. L'incidente ha ancora dei risvolti misteriosi, ma i media internazionali già parlano di un attacco.

La notizia è stata data questa mattina dai media iraniani, che hanno lanciato l'allarme per un'esplosione che sarebbe stata la causa dell'incidente. Dalle prime informazioni, sarebbero due le petroliere coinvolte nell'incidente: la Front Altair, battente bandiera delle Isole Marshall, e la Kokuka Courageous, ques'ultima battente bandiera di Panama. Gli equipaggi sono già stati evacuati dalla marina militare dell'Iran.

La Quinta Flotta degli Stati Uniti, con base operativa in Bahrein, ha detto di aver ricevuto richieste di soccorso da parte delle petroliere alle 6:12 e alle 7 di mattina ora locale. Come riporta Agi, la Altair, la prima a lanciare l'allarme, aveva caricato petrolio ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, per poi prendere il largo. Secondo la compagnia di Taiwan Cpc Corporation, azienda che ha noleggiato la Front Altair, le imbarcazioni potrebbero essere state colpite da un siluro.

Se fosse confermato l'attacco al largo dell'Oman, si tratterebbe del secondo episodio in un mese di attacchi alle petroliere nel Golfo Persico. Il 12 maggio scorso, quattro petroliere al largo degli Emirati Arabi Uniti sono state coinvolte in un attacco che, stando a un report inviato da Abu Dhabi alle Nazioni Unite sarebbe frutto dell'opera di un "attore statale". Nel rapporto del 6 giugno si parlava di "operazione sofisticata e coordinata". Nel mirino è finito immediatamente l'Iran, che è stato accusato da Washington di voler innalzare la tensione nel Golfo Persico e di voler colpire gli alleati dell'Occidente.

Intanto, questa mattina il prezzo del petrolio è salito vertiginosamente, toccando i 52,43 dollari al barile per il Wti e 61.65 per l'indice Brent.

Le dichiarazioni norvegesi

Il portavoce della società norvegese Frontline, proprietaria di Front Altair, ha detto: "C'è stata un'esplosione seguita da un incendio. Ma non abbiamo ancora stabilito cosa abbia causato l'esplosione". "Non confermiamo che sia stato un attacco, perché non possiamo farlo", ha concluso il portavoce, dicendo che la petroliera non è ancora affondata. Intanto, l'agenzia marittima di Oslo ha esortato tutte le navi norvegesi a innalzare il livello di allerta.

La reazione russa e quella americana

Il viceministro degli Esteri russo, Serghei Ryabkov, ha commentato l'incidente nel Golfo Persico chiedendo di mantenere la calma: "Vorrei mettere in guardia da conclusioni affrettate, da qualsiasi tentativo di addossare responsabilità a coloro che, come si dice, sono indesiderati a un certo numero di Paesi noti". Il riferimento, ovviamente non può che essere all'Iran. "Di recente stiamo assistendo a un'intensificata campagna di pressioni politico-psicologiche e militari sull'Iran - ha commentato Ryabkov - Non vorremmo che gli eventi appena accaduti che sono tragici e che hanno scosso il mercato globale del petrolio, siano utilizzati in chiave anti-iraniana".

Cautela anche da parte degli Stati Uniti, anche se è chiaro che i commenti e le strategie delle due potenze siano diametralmente opposte. Una nota della portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, ha fatto capire che l'amministrazione americana sta Usa sia in fase di valutazione degli attacchi alle due petroliere nel Golfo di Oman. "Siamo a conoscenza delle notizie di un attacco alle navi nel Golfo di Oman. Il governo degli Stati Uniti fornisce assistenza e continuerà a valutare la situazione".

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