Radio Radicale è salva (per ora). Lega vota a favore, M5S no. Maggioranza spaccata anche sulla Rai

Radio Radicale è salva (per ora). Lega vota a favore, M5S no. Maggioranza spaccata anche sulla Rai
Inside Over
13 Giugno Giu 2019 5 giorni fa

Caos in Vigilanza Rai, dov'era in programma il voto sulla presidenza di Marcello Foa a Rai Com. Lega e M5S divisi anche sull'emendamento per salvare Radio Radicale (tre milioni di euro per quest'anno)

Radio Radicale, che da più di 40 anni trasmette le dirette dal Parlamento, i congressi di tutti i partiti e le udienze dei processi di maggiore importanza politico-sociale, è salva. Almeno per un po'. Le Commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno approvato un emendamento del Pd (firmato Sensi e Giachetti) per finanziare l'emittente con 3 milioni per l’anno in corso. Si registra una spaccatura in seno alla maggioranza, come rileva la deputata el Pd Silvia Fregolent, capogruppo in Commissione Finanze: "Il Governo è andato sotto in Commissione su Radio Radicale. La Lega vota con le opposizioni per salvare la radio mentre i 5 stelle votano contro seguendo le indicazioni di parere contrario del ministro Castelli". Soddisfatto il dem Giachetti: "Anche se con un contributo inferiore alle necessità - scrive in un tweet - abbiamo approvato un emendamento che stanzia 3 milioni per radio radicale nel 2019. Per ora la radio è salva. Adesso subito la gara''.

Cosa prevede l'emendamento

"Le imprese radiofoniche che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale ai sensi della legge 7 agosto 1990, n.230, mantengono il diritto all’intero contributo previsto dalle legge 7 agosto 1990, n. 250, e dalla legge 14 agosto, n. 278, anche in presenza di riparto percentuale tra gli aventi diritto". E poi ancora: "Al fine di favorire la conversione in digitale e la conservazione degli archivi multimediali delle imprese di cui al comma 1, la presidenza del Consiglio dei ministri corrisponde alle citate imprese un ulteriore contributo di euro 3 milioni per l’anno 2019. Il contributo di cui al presente comma non è soggetto al riparto percentuale tra gli altri aventi diritto, e può essere riassorbito da una eventuale convenzione appositamente stipulata successivamente alla data di entrata in vigore della presente disposizione. Agli oneri derivanti - si legge infine al comma 5 della modifica al dl Crescita - si provvede a valere sul Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione".

La replica del M5S

Infastidito per quanto deciso sulla radio il M5S diffonde una nota dei propri deputati in Commissione: "Su Radio Radicale la soluzione più equa era di finanziare la conversione in digitale e la conservazione degli archivi multimediali, fino ad una spesa massima di 1 milione di euro nel triennio, vincolandoli ad un uso pubblico. L’emendamento proposto dalle opposizioni ha disposto invece di erogare altri 3 milioni di euro nel solo 2019 ad una radio che ne riceverà già 9 quest’anno. Una scelta a cui hanno aderito tutti i partiti, compresa la Lega, e che ci ha trovato fortemente contrari".

Vigilanza Rai, salta l'intesa Lega-M5S

La tensione palpabile tra le forze della maggioranza si fa sentire anche nella Commissione per la Vigilanza Rai. Fino a ieri Lega e M5S sembravano d'accordo sul via libera a Marcello Foa per il doppio incarico (presidenza Rai e Rai Com), ma alla fine tutto è saltato, se ne riparlerà la prossima settimana. Inizialmente la seduta viene sospesa, perché non c'è il numero legale (la maggioranza non è presente), poi il gruppo pentastellato rientra in Aula e dice di voler votare l'emendamento originale presentato dalla Lega, salvo poi ripensarci subito dopo. IL caos è totale. Seduta sospesa un'altra volta con reazione molto infastidita da parte degli altri commissari presenti.

Alberto Barachini (Forza Italia), presidente della Vigilanza, non l'ha presa bene: "L’impossibilità di svolgere la seduta odierna certifica lo scontro all’interno della maggioranza, che provoca la paralisi dei lavori della Commissione di Vigilanza. E' mia intenzione tutelare con forza il ruolo e l’autonomia della Commissione che ho l’onore di presiedere e, anche a tal fine, invierò nelle prossime ore una lettera ai presidenti di Camera e Senato per informarli della gravità della situazione. Da oltre un mese la Commissione è impegnata nell’esame delle risoluzioni, proposte dai gruppi del Ps e del M5s, relative alla nomina del presidente della Rai, Marcello Foa, alla presidenza della controllata Rai Com. Tali risoluzioni avrebbero dovuto essere votate stamattina, ma ciò non è stato possibile a causa dell’assenza delle forze di governo, che, ancora una volta, non sono state in grado di giungere a una determinazione condivisa in merito. La Commissione ha in calendario una serie di importanti audizioni finalizzate all’espressione di un parere sul Piano industriale della Rai, che - conferma Barachini - intendo fermamente proseguire e portare a termine"

Michele Anzaldi, membro del Pd della Vigilanza, rincara la dose: "M5s-Lega divisi su Foa fanno saltare ancora seduta. Parlamento bloccato e umiliato, maggioranza per lavorare non c'è più: uniti solo da arroganza contro istituzioni colleghi e funzionari. Stupefacente che colleghi come Di Nicola e Paragone si accodino a tale vergogna".

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