Sblocca cantieri, arriva l'ok della Camera

Sblocca cantieri, arriva l'ok della Camera
Inside Over
13 Giugno Giu 2019 3 giorni fa

Lo sblocca cantieri ha ricevuto l'ok della Camera ed è legge. Il decreto, su cui il governo gialloverde aveva posto la fiducia, è passato con 259 sì, 75 no, e 45 astenuti

Lo sblocca cantieri ha ricevuto l'ok della Camera ed è legge. Il decreto, su cui il governo gialloverde aveva posto la fiducia, è passato con 259 sì, 75 no, e 45 astenuti.

Grande soddisfazione è stata espressa dal premier Giuseppe Conte su Twitter: "Dopo un intenso lavoro del Governo e del Parlamento il decreto Sblocca cantieri è legge. Grazie a tutti i Parlamentari che hanno contribuito a questo risultato. Ora - ha scritto il presidente del Consiglio - siamo nella condizione di accelerare sul completamento delle opere infrastrutturali e sui cantieri ancora aperti. Inoltre diamo una prima importante risposta per le zone terremotate". Forti critiche, invece, si sono levate dalle fila del Pd con l'ex ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio, ora capogruppo dei dem alla Camera, che attacca: "Il decreto che il governo si ostina a chiamare 'sblocca cantieri' non serve a nulla. Non sblocca alcuna opera ed è molto dannoso perché liberalizza tutto, apre la strada alle infiltrazioni mafiose e allo sfruttamento dei lavoratori perchè tornano gli affidamenti al massimo ribasso, i subappalti liberi, le varianti, gli affidamenti diretti. Aggiudicare le opere in questo modo vuol dire aggiudicarle sulla pelle dei lavoratori, sulle loro tutele, sulla loro sicurezza, sulla loro vita".

Ma vediamo ora quali misure contiene il decreto Sblocca-cantieri. Anzitutto la revisione del Codice degli appalti, la nomina di commissari straordinari per le opere prioritarie (vedi Mose e Gran Sasso), aiuti ai terremotati e l'installazione di telecamere negli asili e nelle case di riposo per anziani con un budget previsto di 160 milioni di euro. Il subappalto non potrà superare il 40% dell'importo totale del contratto dei lavori. Il Codice degli appalti prevedeva una soglia del 30%, mentre la bozza iniziale del decreto parlava del 50%. Alla fine si è trovato un compromesso. Cade fino al 20 dicembre 2020 l'obbligo per i Comuni non capoluogo di fare gare tramite le stazioni appaltanti. Per due anni viene meno anche il divieto del ricorso all'affidamento congiunto della progettazione e dell'esecuzione dei lavori. Per accelerare la cantierizzazione delle opere pubbliche dal primo settembre nasce 'Italia Infrastrutture', una società con un capitale sociale di 10 milioni di euro. Dal primo gennaio del prossimo anno, invece, la società Sport e Salute (l'ex Coni servizi), diventa a tutti gli effetti una centrale di committenza per gli appalti pubblici per le scelte di politica pubblica sportiva. Viene, infine, posticipato dal15 maggio al 10 luglio la data per l'inizio dei lavori previsti nei piccoli comuni che abbiano avviato la fase di progettazione per gli investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici.





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