Usa, una ricerca premia Trump: "Calo record degli immigrati clandestini"

Usa, una ricerca premia Trump: Calo record degli immigrati clandestini
Inside Over
13 Giugno Giu 2019 5 giorni fa

Con la chiusura della rotta migratoria centroamericana ad opera di Trump si sarebbe però subito aperta quella proveniente dall’Asia

Le ultime statistiche pubblicate negli Stati Uniti sembrano premiare la linea dura dell’amministrazione Trump in ambito migratorio. Tale politica del rigore avrebbe infatti determinato un vero e proprio “crollo” del numero di clandestini presenti sul territorio nazionale.

Secondo i dati forniti recentemente dall’istituto di ricerca Pew Research Center, a partire dal 2017, ossia dall’anno dell’insediamento del tycoon alla Casa Bianca, la popolazione straniera irregolare presente negli Usa avrebbe cominciato a “diminuire in maniera costante”, fino a raggiungere nel 2018 il “livello più basso mai registrato dal 2004”.

I clandestini stanziati nel Paese sarebbero infatti passati, spiega l’istituto, da quasi 14 milioni di individui, censiti quindici anni fa, agli attuali 10,5 milioni. A produrre tale significativo decremento della quantità complessiva di stranieri irregolari avrebbe contribuito soprattutto, a detta dell’ente di ricerca, la drastica riduzione dei migranti provenienti dal Messico, determinata dal rafforzamento dei presidi di polizia lungo il confine meridionale Usa.

Il Pew Research Center sottolinea infatti che la “tolleranza zero” varata dal tycoon sul fronte migratorio, caratterizzata appunto da un inasprimento dei controlli delle forze dell’ordine lungo la frontiera tra Stati Uniti e Messico, avrebbe finora costituito un “valido deterrente” all’arrivo di stranieri in territorio federale. I più rigorosi pattugliamenti della polizia decisi da Trump per difendere il confine meridionale nazionale avrebbero di fatto “quasi azzerato” i tentativi di ingresso clandestino nel Paese da parte di immigrati centroamericani.

Di conseguenza, gli stranieri intenzionati a entrare illegalmente negli Usa avrebbero cominciato a percorrere “nuove rotte migratorie”. I principali rischi per la sicurezza nazionale deriverebbero quindi attualmente, ad avviso dei ricercatori, dai “voli provenienti dal continente asiatico, in quanto proprio sui velivoli partiti da tale contesto geografico si nasconderebbero al giorno d’oggi sempre più individui decisi a mettere piede in America in totale clandestinità.

La Casa Bianca, tramite una nota del proprio ufficio-stampa, ha subito espresso “profonda soddisfazione” per i risultati della politica di “tolleranza zero” in materia di salvaguardia dei confini statunitensi. L’opposizione democratica, al contrario, ha interpretato i dati raccolti dal Pew Research Center come la dimostrazione del “fallimento del tentativo dell’amministrazione Trump di sigillare il Paese contro ogni infiltrazione di clandestini”.

Secondo la deputata liberal Kathleen Rice, presidente della sottocommissione Difesa dei confini nell’ambito della Camera dei rappresentanti, la ricerca messa a punto dall’istituto in questione rivelerebbe infatti che “l’immigrazione non può essere fermata. Appena il presidente Trump ha chiuso la rotta migratoria proveniente dal Messico, si è aperta quella che ha origine nel continente asiatico. Non c’è quindi nulla da festeggiare per il nostro governo, in quanto i migranti continueranno ad arrivare da nuovi angoli del mondo”.

Alle critiche dei democratici ha subito replicato Kevin McAleenan, segretario per la Sicurezza nazionale, affermando che le autorità federali “non sono nate per arrendersi davanti a una presunta ineluttabilità dei flussi migratori, ma per mettere in campo tutti gli sforzi possibili per difendere il Paese da sempre nuove minacce esterne”. Egli ha poi ribadito l’impegno della Casa Bianca nel contrastare l’immigrazione irregolare “da qualunque territorio provenga”.

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