L'assist dell'Ue alla Sea Watch "Impossibile sbarco in Libia"

L'assist dell'Ue alla Sea Watch Impossibile sbarco in Libia
Inside Over
14 Giugno Giu 2019 2 giorni fa

La Commissione Ue appoggia la scelta dell'Ong di rifiutare l'attracco a Tripoli. La nave fa rotta sull'Italia. Tensione col Viminale

Alta tensione nel Mediterraneo tra Italia e Sea Watch. Come è noto nelle ultime ore si sta consumando un vero e proprio braccio di ferro tra il governo e l'ong che con la sua nave fa rotta verso Lampedusa nonostante la diffida da parte del Viminale che ha proibito di avvicinarsi alle acque territoriali. La Sea Watch ha rifiutato lo sbarco a Tripoli messo a disposizione dai libici e in queste ore si trova a poche miglia dalle acque italiane. La tensione sale e la nave resat di fatto in mezzo al Mediterraneo. Con le nuove disposizioni del decreto Sicurezza bis di fatto una violazione delle indicazioni fornite dal Viminale potrebbe comportare la confisca della nave e una multa salata per la ong.

Ma in questo braccio di ferro tra Italia e Sea Watch si inserisce l'Unione Europea: "Tutte le imbarcazioni che navigano con bandiera Ue sono obbligate a rispettare il diritto internazionale quando si tratta di ricerca e soccorso, cosa che comprende la necessità di portare le persone salvate in un porto sicuro. La Commissione è sempre detto che queste condizioni attualmente non ci sono in Libia", ha affermato Natasha Bertaud, portavoce della Commissione Ue. La portavoce dell'esecutivo Ue poi ha aggiunto: "La determinazione di un porto sicuro per uno sbarco specifico non spetta all’Ue: questa questione è di responsabilità del Centro di coordinamento dei soccorsi marittimi (MRCC) incaricato di un’operazione di salvataggio specifica. Tuttavia, tutte le imbarcazioni che navigano sotto bandiera Ue sono obbligate a rispettare il diritto internazionale quando si tratta di ricerca e soccorso e della necessità di assicurare che le persone salvate siano portate in un porto sicuro". Insomma da Bruxelles arriva una sorta di assist per la Sea Watch che di fatto ha rifiutato lo sbarco nel porto di Tripoli. Bisogna capire adesso quale possa essere il punto di attracco tenendo conto dei divieti messi sul campo dal Viminale. La nave intanto resta nelle acque vicino a Lampedusa: "Avendo ricevuto come unica indicazione il porto di un Paese in guerra, la Sea Watch ha fatto rotta verso nord, verso il porto sicuro più vicino alla posizione del soccorso: Lampedusa. Restiamo in stand by a circa 16 miglia dall'isola", ha fatto sapere su twitter la ong.

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