Roma, a Settecamini si prepara la "rivolta" anti-migranti

Roma, a Settecamini si prepara la rivolta anti-migranti
Inside Over
14 Giugno Giu 2019 12 giorni fa

Dopo Torre Maura e Casal Bruciato, ora tocca a Settecamini. Casa Pound denuncia la possibile apertura di un centro d'accoglienza per migranti

Dopo Torre Maura e Casal Bruciato, ora tocca a Settecamini. La periferia Est di Roma si prepara a una nuova protesta contro la possibile apertura di un centro d'accoglienza per migranti.

La norizia arriva da Mauro Antonini, leader di Casa Pound nel Lazio che, con una nota ha diffuso la notizia e ha denunciato il fatto che "con la complicità delle istituzioni, a Roma purtroppo ancora non si ferma il business dell’accoglienza, ancora una volta sulla pelle dei residenti e sulle spalle delle periferie”. Con un post su Facebook ha sottolineato che si tratta di una struttura, situata tra via Quintiliolo e largo Chiaro Davanzati che "fianco a fianco insieme con i cittadini del quartiere riuscimmo a far revocare il 28 maggio 2014 alla cooperativa che avrebbe dovuto gestire l’accoglienza”.

"Nessuno creda - aggiunge Antonini - di poter prendere in giro i cittadini di Settecamini e lucrare ancora con il business degli immigrati, siamo pronti ancora una volta a impedire fisicamente che ciò avvenga”. Antonini, interpellato dall'HuffPost, accusa il Comune di Roma e dice: "A noi risulta che si tratta di un bando non prefettizio com’era quello del 2014, quando riuscimmo a fermare tutto, ma partito dai Servizi sociali del Comune”. Il presidente del IV Municipio, la grillina Roberta Della Casa, spiega “che l’edificio in questione è al centro della valutazione della Prefettura per accogliere un centro per migranti” e attacca il ministro dell'Interno.“È a Salvini che devono rivolgerla - dice ad HuffPost - è il Ministero dell’interno che fa i bandi per la gestione dell’accoglienza e la Prefettura individua le strutture sul territorio. Né il Comune né il Municipio hanno competenze in merito”. Amche Della Casa, perciò, si dice“fortemente contraria all’ipotesi non per questioni etniche, ma di contesto". Secondo la grillina "una decisione del genere può acuire tensioni sociali già esistenti” dal momento che il IV Municipio comprende anche il quartiere di Casal Bruciato.

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