Trump e aiuti stranieri: "Accettarli? Perché no?"

Trump e aiuti stranieri: Accettarli? Perché no?
Inside Over
14 Giugno Giu 2019 4 giorni fa

New York Qualcuno lo ha definito il re del politicamente scorretto, certo è che a Donald Trump il ruolo del provocatore calza a pennello. Questa volta il presidente americano, nonostante i quasi due anni di indagini sul Russiagate, dice di essere pronto ad accettare eventuale materiale compromettente sul suo rivale a Usa 2020 da una potenza straniera. «Penso che vorrei sentire, non c'è nulla di sbagliato nell'ascoltare», spiega ad Abc News, sottolineando che non si tratterebbe di un'interferenza. Parole che ovviamente hanno scatenato un putiferio negli Stati Uniti, a partire dal front runner democratico nella corsa alla Casa Bianca, l'ex vice presidente Joe Biden. «Trump sta dando il benvenuto ancora una volta alle interferenze straniere nelle nostre elezioni - scrive su Twitter - Non si tratta di politica. È una minaccia alla nostra sicurezza nazionale». Mentre per la speaker della Camera, Nancy Pelosi, «c'è stato un assalto alla nostra democrazia da parte dei russi. L'invito di Trump a ulteriori attacchi è pericoloso e una violazione del suo giuramento».

Il tycoon, invece, tornando sulla questione, fa un paragone con i suoi colloqui con gli altri leader mondiali: «Incontro e parlo con «governi stranieri» ogni giorno - twitta - Ho appena incontrato la regina d'Inghilterra, il principe, i premier di Gran Bretagna e Irlanda, i presidenti di Francia e Polonia. Abbiamo parlato di tutto. Dovrei chiamare immediatamente l'Fbi? Ridicolo». Poi attacca la stampa: «La mia risposta completa raramente è interpretata dai fake news media, che lasciano fuori deliberatamente la parte che conta». Il tutto mentre mercoledì il figlio Donald Jr ha testimoniato per la seconda volta davanti alla commissione intelligence del Senato, che lo ha interrogato sull'incontro alla Trump Tower nel giugno del 2016 in cui una avvocatessa russa aveva promesso materiale compromettente contro Hillary Clinton. Secondo il direttore dell'Fbi Christopher Wray - nominato da Trump nel 2017 - Don Jr avrebbe dovuto chiamare il Bureau per segnalare l'offerta, ma il presidente ritiene che il capo del Bureau «sbagli». VRob

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