La proposta dell'Italia: "Zone franche per gli sbarchi dei migranti"

La proposta dell'Italia: Zone franche per gli sbarchi dei migranti
14 Luglio Lug 2019 14 luglio 2019

Ecco il piano dell'Italia che Enzo Moavero Milanesi vuole presente in Europa: equa ripartizione dei migranti e zone franche per gli sbarchi i punti cardine della proposta

Due punti focali attorno ai quali concentrare la strategia europea proposta dall’Italia sul fronte immigrazione: zone franche per gli sbarchi da un lato, distribuzione dei migranti nel resto d’Europa dall’altro.

A parlarne è il ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi, il quale illustra il piano che il nostro governo presenterà a giorni al consiglio d’Europa nel corso di un’intervista di Federico Fubini al Corriere della Sera.

Una proposta congiunta con Malta, con la quale Roma ha l’intenzione di verificare la fattibilità in chiave comunitaria di un piano congiunto anche alla luce di quanto accaduto nelle ultime settimane, in special modo nel lungo braccio di ferro con alcune Ong.

Il piano vede come principale artefice lo stesso titolare della Farnesina, il quale nelle scorse settimane ha incontrato il premier Conte ed il ministro dell’interno Matteo Salvini proprio per illustrare la proposta e rilanciarla a nome dell’esecutivo in sede europea.

Spicca, in primo luogo, la creazione di zone franche per gli sbarchi: “Si tratterebbe di centri controllati, un’idea presente già nelle conclusioni del Consiglio europeo di un anno fa – afferma Moavero Milanesi – Tutti i Paesi Ue affacciati sul Mediterraneo potrebbero averne”.

“Ma il soggiorno – chiarisce il ministro degli esteri – di chi sbarca sarebbe di pochi giorni, perché poi le persone andrebbero subito distribuite anche in altri Stati Ue dove si verificherebbe il loro diritto all’asilo”.

In poche parole, per superare il trattato di Dublino che scarica sui paesi di primo approdo la responsabilità dell’esame del diritto d’asilo, lungo la costa del Mediterraneo verrebbero creati quindi dei centri da cui partirebbe una ripartizione verso altri paesi che si accollerebbero quindi l’onere delle richieste d’asilo. Un modo dunque, come specifica il titolare della nostra diplomazia, per dare un’equa ripartizione in chiave europea non solo del numero dei migranti ma anche degli esami delle domande relative al diritto d’asilo.

“C’è una strada per ridurre gli oneri per lo Stato dove sbarcano i migranti – afferma ancora Moavero Milanesi – Lo sbarco va scollegato dal concetto di ‘primo arrivo’ stabilito da Dublino ed ecco perché i migranti andrebbero accolti in ‘aree franche’ da crearsi nei vari Paesi Ue”.

È questa la principale novità, pur se ripresa da altre proposte passate, del piano che l’Italia presenterà al prossimo consiglio europeo: zone franche dentro centri in cui i migranti soggiornano per un massimo di 48 ore, prima della loro redistribuzione nel resto del vecchio continente. Tale redistribuzione, ribadisce il ministro, deve essere svolta sotto principi e criteri meramente oggettivi.

Un piano la cui fattibilità adesso deve essere verificata in chiave europea: “Una verifica – dichiara ancora Moavero Milanesi – Che siamo intenzionati a fare. Per un’azione efficace, bisogna agire alla sorgente e non solo alla foce dei flussi. Questa è una proposta per un approccio europeo: richiede quel salto di qualità finora mai fatto”.

Ma non è detto che la proposta italiana abbia successo: negli ultimi anni, in sede europea, quando si tratta di esaminare proposte che, sul fenomeno migratorio, riprendano il principio della condivisione del problema spesso poi tutto cade nel dimenticatoio. Numeri e prospettive politiche non sembrano dalla nostra parte in questo momento, pur tuttavia l’Italia ci proverà. La strada appare parecchio in salita ed all’orizzonte, Malta a parte, non sembrano esserci paesi pronti a darci una mano per rendere meno faticoso il cammino.

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