Migranti, così il Viminale ha sventato il trappolone franco-tedesco

Migranti, così il Viminale ha sventato il trappolone franco-tedesco
22 Luglio Lug 2019 26 giorni fa

Salvini diserta il vertice europeo sui migranti a Parigi per non cedere alle imposizioni di Francia e Germania

Da un lato l'Italia, dall'altro l'asse franco-tedesco e in mezzo il solito nodo, quello dell'immigrazione. Che continua a rimanere ben lontano dall'essere sciolto. Matteo Salvini ha disertato il vertice europeo sui migranti a Parigi per non cedere alle imposizioni di Francia e Germania, che non vogliono ridiscutere fino in fondo le prassi della politica migratoria continentale. Il summit nella capitale francese è stato convocato dallo stesso governo transalpino per parlare di Libia, sbarchi e soccorsi in mare, invitando al tavolo tutti i ministri dell'Interno e degli Esteri dei Paesi membri. Una sedia rimarrà polemicamente vuota e sarà appunto quella del responsabile del Viminale, che rivendica: "L'Italia non è più il campo profughi di Bruxelles, Parigi, Berlino. E non è più disposta ad accogliere tutti gli immigrati in arrivo in Europa". Presenzieranno, comunque, dei tecnici inviati dal ministero.

Il responsabile dell'Interno non accetta l'ipotesi, avanzata da Germania e Francia, dello sbarco nel porto più sicuro vicino, protestando per la tendenza a ignorare le richieste e le istanze dei due Stati più esposti al fenomeno migratorio, ovvero Italia e Malta. Roma e La Valletta, dal canto loro, hanno ribadito le proprie proposte: meccanismi di distribuzione temporanea di tutti gli immigrati irregolari, e una rotazione dei porti sicuri di sbarco delle persone rintracciate in mare, in modo che l'accoglienza non pesi esclusivamente su Roma e La Valletta che rischiano così di diventare l'hotspot d'Europa. Obiettivo: prevenzione dell'immigrazione illegale nel Mediterraneo, nella salvaguardia e nel rispetto delle persone e delle norme internazionali, ma anche lotta ai trafficanti di esseri umani e una vera politica europea di rimpatrio dei non aventi diritto.

Parigi e Berlino, però, hanno fatto nuovamente orecchie da mercante e allora Salvini ha fatto la sua mossa, che di fatto ha evitato il concretizzarsi di una linea condivisa e dannosa per gli interessi l'Italia. Nella speranza (vana?) che Emmanuel Macron e Angela Merkel si decidano, prima o poi, ad ascoltare le ragioni italiane.

Tags

Commenti

Commenta anche tu